Noto anche come santuario della Natività di Maria Santissima o santuario Regina Montis Regalis, il santuario di Vicoforte, uno degli edifici di culto più importanti del Piemonte, è universalmente noto per la sua spettacolare cupola ellittica, la più grande al mondo con questa forma. Il santuario attuale fu edificato a partire dal 1596: la leggenda vuole che, quattro anni prima, un cacciatore avesse colpito per errore, con uno sparo di archibugio, un’immagine quattrocentesca della Vergine che decorava un santuario medievale, e che l’opera avesse cominciato a sanguinare (l’archibugio della leggenda è peraltro conservato nel museo del santuario). Il cacciatore fece riparare il danno e il sito divenne meta di frequenti pellegrinaggi, al punto che nel 1596, Carlo Emanuele I di Savoia incaricò l’architetto Ascanio Vittozzi del progetto di un grande santuario che potesse anche in futuro diventare mausoleo dei Savoia. A seguito della scomparsa di Vittozzi nel 1615 e del duca nel 1630 i lavori si interruppero per circa cinquant’anni: furono ripresi dal 1682, mentre è del 1728 il progetto per la cupola ellittica, firmato da Francesco Gallo. La costruzione fu completata solo nel 1884 con le ultime aggiunte di Alessandro Antonelli.
Nella cappella di San Benedetto, la più sontuosa del santuario e sede del monumento della duchessa Margherita scolpito all’inizio del Settecento dallo scultore Giuseppe Gagini, decorata a più riprese tra il 1663 e il 1719, è fatto impiego di marmi di diversa provenienza (bianco e bardiglio di Carrara, Portoro dalla Liguria, rosso di Francia, rosso di Sicilia) ma anche di molti marmi piemontesi, come il verzino, il bianco, il bigio scuro e il nero di Frabosa e la seravezza di Moncervetto. Con quest’ultimo materiale sono state realizzate le grandi mensole che reggono la base su cui poggia la statua dell’infanta nella cappella. La seravezza di Moncervetto è stata impiegata anche all’esterno della struttura, come materiale per i capitelli e le basi delle colonne del portico d’ingresso.
