LA STORIA
L’attività estrattiva nella zona di Monastero di Vasco e del Moncervetto è molto antica risale infatti al 1.300.
È però dalla fine del ‘700 che le cave del Moncervetto, dopo alcuni secoli di abbandono iniziarono ad essere coltivate in maniera sistematica e continuativa.
1800
L'IDEA DI SEBASTIANO GAFFODIO
All’inizio del XIX secolo, Sebastiano Gaffodio, un celebre “cavatore” dell’epoca richiese il permesso di aprire sul Monte Cervetto una cava di marmi. Egli capì che la disponibilità del materiale era abbondante e che si potevano ottenere blocchi di marmo di grandi dimensioni. Inviò per tanto a Torino, l’allora capitale d’Italia 6 campioni da analizzare e catalogare e il 7 aprile 1830 vennero date le concessioni per 5 tipologie di Marmi tra cui appunto il Grigio Moncervetto.
1900
UN SECOLO DI ALTI E BASSI
Nel ‘900, la concorrenza dei marmi Apuani e di Verona, provocò una riduzione della produzione di grigio Moncervetto, e molte cave furono abbandonate. Solo negli anni ’40 ci fu una ripresa dell’attività estrattiva nel distretto di Mondovì, tra cui anche il Grigio (Bigio) Moncervetto. Dal 1983 la ditta “Industria Marmi” cominciò ad estrarre il Grigio Moncervetto dalla Cava e a spedirlo a Verona dove veniva lavorato dall’azienda “Veneta Marmi”. Nel 1975 la Cava di Moncervetto diventò di proprietà della “Carbocalcio Cunese” che la utilizzava per produrre carbonato di calcio e sottoprodotti impiegati in diversi settori.
2000
UN NUOVO INIZIO
Nel 2020 la CAVA MONCERVETTO, viene acquisita da MARMI ITALIANI, attuale proprietaria. Particolarmente attenta alle dinamiche dei mercati e alle tendenze dell’architettura e del design, l’azienda ha avviato fin da subito un percorso d’eccellenza ponendosi come interlocutore preferenziale per la fornitura di Marmi di alta qualità e di intenso valore estetico.