La grande arteria del centro storico di Torino che collega piazza San Carlo a piazza Castello con un rettilineo lungo 607 metri corrisponde in gran parte all’antica “Via Nuova” realizzata su progetto di Ascanio Vittozzi su incarico di Carlo Emanuele I alla fine del Cinquecento: la strada antica, che fu poi riadattata nel Seicento, fino all’inizio del XIX secolo arrivava fino all’attuale via Gramsci, e assunse la lunghezza attuale sotto il regno di Carlo Felice. Il suo aspetto odierno risale invece agli interventi che si susseguirono tra la fine dell’Ottocento (nel 1871 la strada fu dedicata a Roma, da poco diventata capitale d’Italia) e gli inizi del Novecento. L’ambizione della città era quella di creare una strada moderna, adatta al traffico pedonale e carrozzabile. I lavori terminarono negli anni Trenta, anche se alcuni progetti non vennero mai realizzati (per esempio, era prevista una galleria sotterranea che avrebbe dovuto condurre a una prima linea di metropolitana: oggi i sotterranei di via Roma sono occupati da un parcheggio interrato).
Ai lati della parte della strada aperta al traffico scorrono due ali di portici sui quali si affacciano eleganti edifici e che presentano una pavimentazione nella quale sono stati individuati 23 tipi di materiali diversi, di varia provenienza, anche se non mancano i marmi locali. La decorazione della pavimentazione non segue uno schema regolare: è possibile trovare il bardiglio di Moncervetto largamente impiegato nella primo isolato, quello che dà su piazza Castello (a destra, andando verso piazza San Carlo). Il marmo di Moncervetto è stato impiegato in questo caso per i grandi rettangoli grigi incorniciati da verde della Roja che si dispongono al centro del fondo in pietra gialla di Trani.
